Nofollow e Dofollow: come e quando usarli negli articoli (e come gestirli su Webmaster360)

Scopri quando usare link nofollow e dofollow negli articoli: guida per editori su SEO, link building e gestione sicura dei link con Webmaster360.

10 settembre 2025 09:16
Nofollow e Dofollow: come e quando usarli negli articoli (e come gestirli su Webmaster360) -
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Gestire i link esterni in modo consapevole è una delle attività più delicate per un sito editoriale. Ogni volta che in un articolo inseriamo un collegamento verso un altro sito, non stiamo solo offrendo al lettore un’informazione in più, ma stiamo anche inviando un segnale a Google e agli altri motori di ricerca.

Comprendere la differenza tra un link nofollow e un link dofollow significa, quindi, capire come gestire la propria autorevolezza online e come non sprecarla.

📌 Che cos’è un link nofollow

Un link con attributo rel="nofollow" dice ai motori di ricerca di non seguirlo ai fini del ranking. In pratica, Google lo considera cliccabile e utile per l’utente, ma non gli attribuisce alcun valore in termini di “link juice” o PageRank. Questo meccanismo è stato introdotto anni fa per combattere lo spam e per dare ai gestori dei siti un maggiore controllo su come distribuire la propria autorevolezza.

Ecco un esempio di codice HTML con link nofollow:

<a href="http://www.sitolinkato.com" rel="nofollow">Link</a>

Il nofollow è la scelta ideale quando non vogliamo trasferire valore a un sito esterno. Pensiamo, ad esempio, a un link inserito per completezza, magari a un sito istituzionale o a una fonte che non ci interessa supportare dal punto di vista SEO.

📌 Che cos’è un link dofollow e quando usarlo

Un link “dofollow” è, semplicemente, un link normale: quando non specifichiamo nulla, per Google quel collegamento è valido e trasmette parte della nostra autorevolezza al sito di destinazione. Ed è qui che le cose diventano interessanti per un editore.

Ecco un esempio di codice HTML con link dofollow:

<a href="http://www.sitolinkato.com">Link</a>

In un contesto editoriale, il dofollow ha senso quando vogliamo avvantaggiare esplicitamente il sito linkato, riconoscendogli credibilità e importanza. Il caso più tipico sono i pubbliredazionali: contenuti sponsorizzati acquistati dai clienti non solo per promuovere i loro prodotti o servizi, ma anche per migliorare il loro posizionamento sui motori di ricerca. Un link dofollow inserito all’interno di un articolo di qualità è un segnale molto forte per Google: comunica che il sito esterno è affidabile e merita autorevolezza.

⚖️ La scelta editoriale su Webmaster360

Su Webmaster360 abbiamo deciso di adottare un approccio prudente e professionale. Per impostazione predefinita, tutti i link sono nofollow. Questo significa che chi scrive articoli non rischia di concedere valore a siti esterni senza volerlo, e l’autorevolezza del portale rimane protetta.

Allo stesso tempo, però, abbiamo previsto la possibilità di rimuovere il nofollow e rendere un link dofollow. È un’opzione riservata esclusivamente agli utenti con livello Editore. Questi ultimi, quando inseriscono o modificano un link nell’editor, trovano una spunta chiamata “Rendi il link dofollow”. Attivandola, il link diventa un collegamento pienamente valido per Google, capace di trasferire autorevolezza al sito di destinazione.

Come rendere un link dofollow
Come rendere un link dofollow

Gli utenti con livello Autore, invece, non vedono nemmeno questa opzione. Tutti i link che inseriscono rimangono automaticamente nofollow. Abbiamo fatto questa scelta per garantire che solo chi ha la responsabilità editoriale e la visione strategica del sito possa decidere se concedere o meno valore esterno. In altre parole, l’uso del dofollow è una leva che vogliamo rimanga nelle mani dei responsabili del portale, non dei singoli redattori.

💡 Buone pratiche per gli editori

Per sfruttare al meglio questa funzionalità è bene seguire alcune linee guida:

  • Non abusare del dofollow: usarlo troppo spesso significa disperdere la forza del tuo sito. È meglio limitarsi ai casi in cui esiste un accordo commerciale chiaro o quando si tratta di un sito davvero rilevante e autorevole.

  • Usalo nei pubbliredazionali: qui il dofollow diventa parte integrante del servizio offerto al cliente, che spesso cerca proprio link building e segnali positivi per Google.

  • Valuta la credibilità del sito linkato: se il sito di destinazione non ha qualità o pubblica contenuti discutibili, evita di concedere un dofollow: potresti danneggiare indirettamente la tua reputazione.

  • Mantieni coerenza interna: non creare un doppio standard troppo marcato. Se in un articolo simile hai usato un dofollow e in un altro un nofollow, chiediti se il criterio è chiaro e giustificabile.

✅ Riepiloghiamo

Il modo in cui gestiamo i link esterni racconta molto della nostra strategia editoriale e della nostra visione SEO. Un link nofollow serve a tutelare l’autorevolezza del sito, mentre un link dofollow è un “premio” che concediamo con cautela e con obiettivi precisi, spesso in un contesto commerciale.

Con Webmaster360 questo equilibrio è reso semplice e sicuro: i link restano nofollow per impostazione predefinita, e solo gli editori hanno la possibilità di trasformarli in dofollow. È una scelta pensata per proteggere il valore dei siti editoriali e per dare agli editori un controllo totale, in linea con le migliori pratiche di link building e di gestione dell’autorevolezza.

👉 Se ti sei affidato a Webmaster360 per la gestione del tuo sito, sai già di avere al tuo fianco qualcuno che pensa costantemente alla salute e alla solidità del tuo progetto editoriale.

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