Google lancia il primo Discover Core Update ufficiale: cosa cambia davvero per gli editori
Dopo mesi di traffico instabile e clickbait dominante, il 5 febbraio 2026 segna un punto di svolta per Discover. E per i piccoli e medi editori potrebbe essere l’inizio di una nuova fase.
Il 5 febbraio 2026 Google ha rilasciato il primo Discover Core Update ufficialmente dichiarato nello storico degli aggiornamenti di Search Status. È la prima volta che Discover viene citato in modo esplicito come oggetto di un core update, un passaggio che ha un peso specifico enorme per tutti gli editori che vivono – in parte o in larga misura – del traffico proveniente da Google Discover.
L’aggiornamento è stato rilasciato inizialmente per gli utenti in lingua inglese negli Stati Uniti, con rollout previsto fino a due settimane, ma Google ha già dichiarato che verrà esteso a tutti i Paesi e a tutte le lingue nei prossimi mesi.
Per chi fa parte dell’ecosistema Webmaster360 – dove molti siti ricevono traffico costante da Discover – non si tratta di una notizia tecnica. È una notizia strategica.
Il passato: quando Discover è diventato una giungla
Negli ultimi anni, e in particolare nel 2024-2025, Discover ha mostrato dinamiche spesso difficili da interpretare:
Fortissima esposizione a contenuti sensazionalistici e clickbait
Premiati titoli “spinti” rispetto a contenuti realmente approfonditi
Traffico altalenante e imprevedibile
Sensazione diffusa di “modalità protezione” verso piccoli e medi editori
Molti editori locali, pur producendo contenuti di qualità, hanno visto riduzioni importanti di visibilità. In parallelo, grandi gruppi editoriali sembravano mantenere maggiore stabilità.
Non è mai stato dichiarato ufficialmente, ma l’impressione condivisa da tantissimi operatori era chiara: Discover aveva perso parte del controllo qualitativo, favorendo meccanismi di engagement aggressivo.
Il presente: cosa dice davvero Google
Nel comunicato ufficiale del 5 febbraio 2026, Google parla di un aggiornamento “broad”, quindi strutturale, progettato per migliorare la qualità complessiva dell’esperienza Discover.
I punti chiave sono tre.
1️⃣ Più contenuti localmente rilevanti
Mostrare più contenuti localmente rilevanti da siti basati nel Paese dell’utente.
Questo è un segnale fortissimo per le testate locali e territoriali.
Per la prima volta viene esplicitato che l’origine geografica del sito conta nel feed Discover.
Per i piccoli e medi editori radicati nel territorio, questo è potenzialmente un cambio di paradigma.
2️⃣ Riduzione di contenuti sensazionalistici e clickbait
Ridurre contenuti sensazionalistici e clickbait.
Qui il messaggio è diretto. Google ammette implicitamente che il problema esisteva e che l’algoritmo viene ora ritarato per contenerlo.
Se questa linea verrà mantenuta anche nell’espansione globale, potrebbe:
Ridurre la competizione sleale basata solo sul titolo
Premiare contenuti con reale valore informativo
Stabilizzare la qualità del feed
3️⃣ Più spazio a contenuti originali, approfonditi e tempestivi
Mostrare più contenuti originali, approfonditi e tempestivi da siti con competenza riconosciuta in un determinato ambito.
Questo passaggio è forse il più importante. Google specifica che l’expertise viene valutata topic per topic. Non conta solo il dominio in generale, ma la coerenza editoriale su uno specifico argomento.
Esempio fornito da Google:
Un sito di notizie locali con una sezione giardinaggio curata può sviluppare expertise su quel tema.
Un sito di cinema che pubblica un solo articolo sul giardinaggio difficilmente verrà considerato autorevole su quel topic.
Per molti editori di nicchia o verticali, questo è un segnale incoraggiante.
Cosa significa per i piccoli e medi editori
Per chi lavora ogni giorno su informazione locale, cronaca, sport territoriale, approfondimenti verticali, questo update potrebbe rappresentare:
Un riequilibrio rispetto ai contenuti puramente “acchiappa-click”
Una valorizzazione della coerenza editoriale
Un ritorno della competenza come fattore competitivo
Maggiore rilevanza per siti radicati nel proprio Paese
Attenzione però: Google è chiara su un punto.
Come tutti i core update, questo può portare a fluttuazioni di traffico. Alcuni siti cresceranno, altri caleranno, molti non vedranno cambiamenti immediati.
Non è un “boost automatico” per i piccoli editori.
È una nuova fase di ricalibrazione.
Il futuro: cosa possiamo aspettarci nei prossimi mesi
Attualmente l’update riguarda:
Utenti in lingua inglese
Stati Uniti
L’espansione globale nei prossimi mesi sarà il vero banco di prova.
Se la direzione rimarrà coerente, possiamo aspettarci:
Maggiore stabilità nel traffico Discover
Riduzione dell’effetto “lotteria”
Più peso a siti con identità chiara
Valorizzazione del contenuto originale e tempestivo
Per chi opera nell’ecosistema Webmaster360, questo è il momento di:
Rafforzare le verticalità
Evitare forzature nei titoli
Curare coerenza tematica
Investire in approfondimenti veri
Un segnale importante: Discover ora è “ufficialmente” sotto i riflettori
Il fatto che Google abbia inserito per la prima volta un Discover Core Update nello storico ufficiale non è un dettaglio.
Significa che:
Discover è ormai considerato un sistema centrale
Gli aggiornamenti non sono più solo “in background”
C’è maggiore trasparenza rispetto al passato
Per anni Discover è stato un flusso opaco, imprevedibile, spesso ingestibile.
Questo aggiornamento potrebbe segnare l’inizio di una fase più matura.
Un messaggio di realismo (ma anche di speranza)
Non tutti vedranno crescite immediate.
Non tutti recupereranno il traffico perso nel 2025.
Ma per la prima volta dopo molto tempo, il messaggio è chiaro:
Meno clickbait.
Più contenuto originale.
Più rilevanza locale.
Più expertise reale.
Per chi lavora con serietà e qualità editoriale, questa è una notizia che vale molto più di un picco temporaneo di traffico.
I prossimi mesi diranno se il tiro è stato davvero corretto. Ma oggi, per i piccoli e medi editori, possiamo dire che qualcosa si è mosso nella direzione giusta.